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Articoli correlati Perché qualcuno dovrebbe voler far saltare in aria Times Square?di Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/8370/saltare-in-aria-times-square Pezzo in lingua originale inglese: Why Would Anyone Want to Blow Up Times Square? Quando arrivano notizie di musulmani che prendono parte ad atti di violenza, la triade composta da politici, forze dell'ordine e dai media immagina che i perpetratori soffrano di problemi mentali ed emotivi. (Per una veloce lista di esempi si veda il mio articolo "Vi spiego perché Hasan amava il Jihad"). Piuttosto ritengo che essi dovrebbero cominciare col pensare a un intento jihadista. Vale a dire che dovrebbero parlare di passione ideologica e non di infermità mentale. Gli obiettivi consistono nel diffondere l'Islam e applicare la legge islamica. Naturalmente esistono dei musulmani che non sono sani di mente e che prendono parte ad atti di violenza, ma si tratta di una microscopica percentuale dei 15.247 episodi terroristici musulmani a partire dall'11 settembre, come stimato dal sito web http://www.thereligionofpeace.com/. Il fallito tentativo di far saltare in aria un Suv a New York, in Times Square, ha indotto a fare delle illazioni riguardo i motivi che hanno spinto ad agire il presunto attentatore, ancor prima che l'identità di Faisal Shahzad fosse resa pubblica. Robert Dreyfuss di The Nation ha scartato la possibilità che fosse un jihadista proveniente dalle fila talebane con base in Pakistan: "mi sembra assai più probabile che [lui] abbia agito da solo o che sia un membro di qualche eccentrica diramazione del Tea Party, un movimento di estrema destra contrario al governo". Poi, poche ore dopo l'arresto di Shahzad, le autorità si sono precipitate a rassicurare l'opinione pubblica che l'azione non aveva nulla a che fare con l'Islam. Qui di seguito alcuni esempi di dichiarazioni rilasciate il 4 maggio:
E qui sotto una serie di dichiarazioni apparse sui giornali di oggi:
Commenti: (1) Alcune di queste interpretazioni sostengono che i motivi sono misteriosi, e alcune di esse speculano su una cosa o su un'altra – ma tutte evitano l'evidenza dei fatti. (2) Non si può vincere una guerra, se non si ha il coraggio di dare un nome al nemico. (3) Dare il nome al nemico significa cambiare alcuni dei più piacevoli aspetti della vita occidentale, cosa che è difficile fare. (4) Penso che si darà un nome al nemico solo dopo che un cataclisma porrà fine alla nostra pazienza, facendoci dire le cose come stanno. Argomenti correlati: Contro-terrorismo, Islam Militante, Musulmani negli Stati Uniti iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes Questo testo può essere ripostato o inoltrato purché sia presentato nella sua interezza e provvisto di informazioni complete riguardo al suo autore, alla data e al luogo di pubblicazione, e all’URL originale. |
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Tutto il materiale pubblicato in questo sito appartiene a 1980-2012 Daniel Pipes. Traduzioni di Angelita La Spada. |
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