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Articoli correlati Israele ha una guerra da vinceredi Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/3801/israele-ha-una-guerra-da-vincere Pezzo in lingua originale inglese: Israel Has a War to Win Qualche anno fa un filosofo israeliano di spicco disse che i suoi concittadini erano "esausti, confusi e privi di direzione". Prima di diventare premier, Ehud Olmert pronunciò pubblicamente queste incredibili parole: "Siamo stanchi di combattere, stanchi di essere coraggiosi, stanchi di vincere, stanchi di sconfiggere i nostri nemici". Così demoralizzato, lo Stato di Israele si ritirò per ben due volte nell'arco di cinque anni sotto il fuoco nemico dal Libano e da Gaza – e adesso, a seguito di ciò, sta combattendo delle guerre esattamente in quei luoghi. Membri del Congresso si sono accorti del problema; io suggerisco che l'organo esecutivo prenda Olmert in parola e incoraggi questo alleato affaticato, ma straordinariamente stretto. Anche se Israele è in perfettamente in grado di difendersi (come i recenti eventi confermano), esso manca della volontà di concentrare gli sforzi nello sconfiggere i suoi nemici. E i nemici di Israele – Hamas, Hezbollah, Iran – sono altresì i nemici dell'America. E basandomi su questo assunto, suggerisco all'amministrazione di avanzare le seguenti richieste a Tel Aviv, al fine di tutelare gli interessi americani. In modo specifico essa deve chiedere di:
Israele ha un ruolo significativo nella guerra condotta dagli Stati Uniti contro il terrorismo, esso è perfettamente in grado di difendersi e di aiutare il suo alleato americano non aspirando a siglare accordi con dei nemici inflessibili, ma convincendoli del fatto che lo Stato ebraico esiste ed è imbattibile. Questo obiettivo non richiede un episodico ricorso alla violenza, ma degli sforzi sistematici e sostenuti, volti a cambiare la mentalità della regione. Perciò, i decisori politici statunitensi potrebbero suggerire a Olmert di considerare il combattimento in corso non come un temporaneo strappo alla regola alla diplomazia, ma come parte di un conflitto a lungo termine. Con l'emergere di un Iran aggressivo e che probabilmente sarà presto in possesso del nucleare, la mappa strategica del Medio Oriente sta subendo un importante cambiamento. Questa sovrastante minaccia dovrebbe servire da sfondo per ogni decisione israeliana da portare avanti – se riconquistare Gaza, cosa prendere come bersaglio in Libano e se lanciare azioni militari contro la Siria. Paradossalmente, gli sviluppi delle ultimi settimane, offrono delle buone notizie: parecchi mediorientali, non solo israeliani, temono le ambizioni iraniane. Preoccupazioni riguardo l'Iran hanno indotto il Regno Saudita a prendere l'iniziativa nel condannare gli attacchi sferrati da Hamas e Hezbollah contro Israele, definendoli "imprese avventate". Come documentato sul Jerusalem Post da Khaled Abu Toameh, i contrattacchi israeliani hanno provocato una "coalizione anti-Hezbollah". Una sensata linea politica israeliana influenzerà enormemente l'evoluzione di questa forza nascente. Dal momento che gli arabi temono molto più gli islamisti iraniani dei sionisti israeliani, ecco che si presenta un'opportunità. Occorre un'accurata azione di coordinamento tra Washington e Gerusalemme, inclusi dei tempestivi mementi agli israeliani che hanno una guerra da vincere. Argomenti correlati: Alleanze strategiche, Conflitto arabo-israeliano e diplomazia, Israele, Politica estera statunitense iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes Questo testo può essere ripostato o inoltrato purché sia presentato nella sua interezza e provvisto di informazioni complete riguardo al suo autore, alla data e al luogo di pubblicazione, e all’URL originale. |
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