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Articoli correlati "[Raccolta di saggi sulla] Striscia di Gaza: e adesso che fare?"di Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/3758/raccolta-di-saggi-sulla-striscia-di-gaza-e-adesso-che-fare Pezzo in lingua originale inglese: "[Symposium] On the Strip: Where To Go from Gaza?" L'amministrazione Bush ritiene che gli Stati Uniti siano in guerra contro il radicalismo islamico. Non è arrivato il momento per Washington di prendere in considerazione altri teatri di questa stessa guerra – la Russia che fronteggia i ribelli ceceni, l'India con i ribelli del Kashmir, Israele con Hamas – e di lottare per la sconfitta degli islamisti? Piuttosto Washington, almeno nel caso israeliano, esorta alla comprensione, alla moderazione, ai compromessi, e invita a saper gestire il problema nonché a trovare rimedi deboli e incerti, col risultato di avere una popolazione palestinese ancor più euforica e aggressiva, che pensa che la vittoria sia a portata di mano. L'errato approccio di Washington risale agli Accordi di Oslo del 2003, quando Yasser Arafat pose apparentemente fine al conflitto esistenziale scrivendo a Bill Cinton quanto segue: "L'OLP riconosce allo Stato di Israele il diritto di esistere in pace e sicurezza". Ma Arafat disattese le sue promesse e gli sforzi arabi di eliminare Israele restano in auge. Israele, avvalendosi dell'appoggio americano, deve vanificare questa ripugnante ambizione. Il che implica infliggere una sensazione di sconfitta ai palestinesi e far sì che essi si rassegnino a riconoscere la permanente esistenza di uno Stato ebraico in Terra Santa. Solo allora la violenza avrà fine. Argomenti correlati: Conflitto arabo-israeliano e diplomazia, Israele, Palestinesi, Politica estera statunitense iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes Questo testo può essere ripostato o inoltrato purché sia presentato nella sua interezza e provvisto di informazioni complete riguardo al suo autore, alla data e al luogo di pubblicazione, e all’URL originale. |
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Tutto il materiale pubblicato in questo sito appartiene a 1980-2012 Daniel Pipes. Traduzioni di Angelita La Spada. |
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