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Articoli correlati La falsa petizione del CAIRdi Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/1957/la-falsa-petizione-del-cair Pezzo in lingua originale inglese: CAIR's Phony Petition L'uccisione di Nick Berg, un civile americano che lavorava in Iraq, avvenuta ai primi di maggio, è stata così barbara da mettere sotto pressione gli islamisti americani. Il Council on American-Islamic Relations (CAIR), con sede a Washington, ha reagito a ciò lanciando una petizione denominata "Non in Nome dell'Islam", allo scopo "di dissociare la fede islamica dagli episodi di violenza perpetrati da alcuni musulmani". La seguente asserzione "contraria al terrorismo" sembra in apparenza d'effetto: "I sottoscritti musulmani desiderano chiarire che coloro che commettono atti di terrorismo e che perpetrano atti di atrocità e di crudeltà in nome dell'Islam, non solo spezzano delle vite innocenti ma tradiscono altresì i valori della fede che sostengono di rappresentare". E prosegue: "Nessuna ingiustizia di cui sono vittime i musulmani può mai giustificare il massacro degli innocenti, e nessun atto di terrorismo potrà mai servire la causa dell'Islam. Noi ripudiamo e ci dissociamo da qualunque gruppo o da qualsiasi individuo musulmano che commette simili atti brutali e contrari all'Islam. Non permettiamo che la nostra fede sia tenuta in ostaggio dalle azioni criminose di una piccola minoranza che agisce non in base ai precetti coranici e a quelli del Profeta Maometto, che riposi in pace". Riportiamo qui di seguito un passo coranico (4:135) a dimostrazione che ciò non è un esclusivo punto di vista del CAIR: "O voi che credete, attenetevi alla giustizia e rendete testimonianza dinanzi ad Allah, fosse anche contro voi stessi, i vostri genitori o i vostri parenti, si tratti di ricchi o di poveri, Allah è più vicino [di voi] agli uni e agli altri. Non abbandonatevi alle passioni, sì che possiate essere giusti, se vi destreggerete o vi disinteresserete, ebbene Allah è ben informato di quello che fate". Il presidente del Consiglio di Amministrazione del CAIR, Omar Ahmad, ideatore della petizione, si è mostrato speranzoso dicendo che ciò "riuscirà a dimostrare una volta e per tutte che i musulmani americani come quelli del mondo islamico ricusano la violenza commessa in nome dell'Islam". In verità, la petizione ha procurato al CAIR un momento di gloria. L'Associated Press, l'United Press International, il Religion News Service, il Washington Post e il Philadelphia Inquirer, tanto per citarne alcuni, hanno avuto parole di grande ammirazione riguardo a ciò. Ma un attento esame rivela alcune lacune in seno alla petizione.
Concludendo, "Non in Nome dell'Islam" cerca di ripulire l'immagine dell'Islam senza fare nulla di concreto. Essa riesce a fare due cose insieme: far colpo sugli ingenui occidentali, senza gettare scompiglio in Hamas, al-Qaeda, e nelle organizzazioni islamiste irachene, o in altri gruppi che ricorrono all'uso della violenza. In ciò, l'iniziativa della petizione si accorda all'inveterato schema del CAIR contraddistinto da ipocrisia e confusione mentale. Argomenti correlati: Musulmani negli Stati Uniti iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes Questo testo può essere ripostato o inoltrato purché sia presentato nella sua interezza e provvisto di informazioni complete riguardo al suo autore, alla data e al luogo di pubblicazione, e all’URL originale. |
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