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La Nasa, come egli ha detto, sta perseguendo "un nuovo inizio nei rapporti fra gli Usa e il mondo musulmano". York ha inoltre individuato un discorso pronunciato da Bolden, che è un ex-generale di divisione del Corpo dei Marines ed un ex-astronauta della Nasa, il 15 giugno scorso alla American University del Cairo. In quella occasione Bolden ha raccontato che Obama:
Bolden ha asserito che in realtà "la Nasa si è fatta carico di ciò". Nelle sue colorite parole: "La Nasa non è solo un'agenzia di esplorazione spaziale, ma è anche un'agenzia che opera per migliorare la terra". In risposta al clamore che questi commenti hanno provocato, la Casa Bianca e la Nasa, secondo Fox News, hanno ribattuto: "Bolden ha detto che parte della sua missione consiste nel migliorare i rapporti con i Paesi musulmani – ma la Nasa ci ha ripensato sull'asserzione che una simile attività diplomatica internazionale è la responsabilità principale di Bolden". Questo inaspettato corso degli eventi induce a diverse reazioni:
In secondo luogo, in questo momento i musulmani avanzano troppo lentamente in ambito scientifico e il modo per risolvere questo problema non è certo un atteggiamento di condiscendenza da parte della Nasa, ma una profonda introspezione messa in atto dai musulmani. In altre parole, esistono degli scienziati abili di origine musulmana – incluso Farouk El-Baz, che è di origini egiziane. Il problema risiede nelle società e include ogni cosa dalle risorse insufficienti, alla scarsa istruzione, ai danni provocati dall'islamismo. In terzo luogo, i sondaggi mostrano che il tentativo di Obama di conquistare l'opinione pubblica musulmana è stato un fallimento con la sua popolarità a malapena migliore di quella acquistata da George W. Bush nei Paesi a maggioranza musulmana. Perché continuare con questi farseschi e fallimentari tentativi di ottenere benevolenza? E per finire, è un travisamento della politica degli investimenti scientifici americani distorcere un'agenzia spaziale in uno strumento dei buoni sentimenti di blanda diplomazia. Proprio come i soldati vogliono combattere e non realizzare dei programmi sociali, così gli scienziati devono operare per ampliare le frontiere della conoscenza, e non per far selezionare gente che "si senta soddisfatta". Aggiornamento del 7 luglio 2010. Il programma che prevede le misure di discriminazione positiva è già stato avviato, come riportato sul sito web della Nasa in data 11 giugno 2010:
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