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Ma sono convertiti all'Islam o al terrorismo terzomondista?

di Daniel Pipes
L'Opinione delle Libertà
14 dicembre 2005

Pezzo in lingua originale inglese: More Converts to Terrorism

Nella mia column "Convertiti prima all'Islam poi al terrorismo jihadista" ho approfondito la questione dei conversi all'Islam che si dedicano ad attività terroristiche. Per problemi di spazio sono stato costretto a fornire esigue informazioni e in questo articolo aggiungerò e mi soffermerò su tre punti: 1) fornire i nomi dei conversi ritenuti sospetti, che sono stati arrestati oppure incriminati per terrorismo, ma che non sono ancora entrati in azione oppure non sono stati condannati per aver commesso il reato; 2) riesaminare la faccenda dei jihadisti che sono dei terroristi; 3) sintetizzare il contenuto di un rapporto redatto dall'intelligence francese sui conversi all'Islam.

Riguardo al primo punto, la lista di nomi fornita ieri includeva quei conversi che hanno partecipato ad attività terroristiche oppure che sono stati condannati per terrorismo. Qui di seguito i nomi di molti altri conversi che non si trovano ancora nelle suddette situazioni:

Inoltre, Charles J. Bishop (vero cognome: Bishara) era un adolescente che fece schiantare un piccolo aereo da turismo contro un piccolo grattacielo di Tampa dopo aver scritto un messaggio prima di suicidarsi in cui professava la sua ammirazione per Osama bin Laden e per i dirottatori dell'11 settembre. Ma non è stato provato che Bishop si fosse convertito all'Islam.

Per ciò che concerne il secondo punto da me preso in esame, parecchi conversi si dedicano al jihad in luoghi come l'Afghanistan, la Bosnia, la Cecenia e il Kashmir, in genere agendo più da soldati che da terroristi. (Al contrario, coloro che si recano in Iraq o nell'Autorità palestinese sono dei terroristi veri e propri.) Secondo Bob Blitzer, che nel 1994 diresse la prima squadra dell'FBI che si è occupata di terrorismo islamico, asserisce che "solo negli anni Novanta tra i mille e duemila jihadisti lasciarono l'America".

Tra gli americani più famosi che rientrano in questa categoria spiccano John Walker Lindh, condannato a 20 di prigione per i servizi resi ai Talebani e per trasporto di armi; Earnest James Ujaama, condannato a 2 anni per aver cospirato di fornire beni e servizi ai Talebani; diversi altri membri del "Portland Seven" (Jeffrey Leon Battle, Patrice Lumumba Ford, October Lewis), condannati fino a 18 anni di carcere per aver cercato di fornire il loro aiuto ai Talebani; e Aukai Collins, autore di My Jihad, un libro di memorie. Tra gli altri soldati jihadisti emergono i nomi di Hiram Torres, morto in Afghanistan; Cleven Raphael Holt, che andò a combattere in Bosnia; e un misterioso giovane converso nero di Atlanta conosciuto col nome di Jibreel al-Amreeke, ucciso mentre combatteva l'esercito indiano in Kashmir. Tra i conversi di altre nazionalità che si sono uniti al jihad c'è il tedesco Thomas Fischer, morto mentre combatteva in Cecenia.

Riguardo il terzo punto, poco dopo gli attentati di Londra del luglio scorso, nell'articolo titolato "Les conversions à l'Islam radical inquiètent la police français" (Le conversioni all'Islam inquietano la polizia francese) Le Monde riferì di uno studio riguardante i conversi effettuato dal servizio di intelligence Renseignements généraux (RG). Prendendo in considerazione i 1.610 conversi francesi, questo studio non traccia un profilo tipico del converso. Ciò che dice è che un terzo di loro è costituito da persone note alle forze dell'ordine e che il 10% di costoro si è convertito in prigione. L'83% dei conversi è di sesso maschile e ha un'età media di 32 anni. Lo studio dell'RG rileva che circa il 13% "si è convertito per motivi socio-economici" spesso per migliorare i rapporti commerciali con la comunità musulmana; eppure oltre la metà di essi è disoccupata. Tabligh Jamaat e i wahhabiti hanno rispettivamente convertito il 28 e il 23% dei francesi all'Islam, il 44% dei conversi è islamista e il 3% è sospettato di "appartenere o di essere orbitato intorno al movimento islamista violento".

In definitiva, ripeto le conclusioni da me tratte nella column di ieri: con la conversione all'Islam aumentano in modo considerevole le probabilità che una persona sia implicata in attività terroristiche.

Argomenti correlati:  Islam Militante, Musulmani in Occidente, Terrorismo iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes