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Articoli correlati Perché revocare il permesso di lavoro a Tariq Ramadan?di Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/2048/perche-revocare-il-permesso-di-lavoro-a-tariq-ramadan Pezzo in lingua originale inglese: Why Revoke Tariq Ramadan's U.S. Visa? È inconsueto che il Dipartimento per la sicurezza interna americano invalidi un visto rilasciato a uno studioso di nazionalità svizzera provvisto di un incarico di insegnamento presso una delle più prestigiose università americane. Ma è ciò che è accaduto di recente, e per un valido motivo. L'accademico svizzero in questione è Tariq Ramadan. È un islamista puro sangue – suo nonno materno, Hasan al-Banna, nel 1928, fondò in Egitto la Fratellanza Musulmana, quella che è probabilmente l'organizzazione islamista più importante del XX secolo. Tariq è un cittadino svizzero giacché, suo padre, Sa'id Ramadan, anch'egli un autorevole islamista, si trasferì in quel paese nel 1954 dall'Egitto, in seguito alle misure restrittive scattate contro la Fratellanza. Sa'id raggiunse Ginevra nel 1958, ove Tariq nacque nel 1962. Grazie al suo pedigree e alle sue capacità, Tariq si distingue per i suoi meriti personali. Così, la rivista Time nell'aprile scorso lo inserì nella classifica mondiale dei cento scienziati e pensatori più autorevoli. E pertanto, quando la Notre Dame University andò a cercare un titolare per la cattedra Henry R. Luce, di religione, di conflitti e di costruzione dei processi di pace, in modo prevedibile la scelta ricadde su Ramadan. All'inizio del 2004, l'offerta venne fatta e accettata; a febbraio venne rilasciato un permesso di lavoro. Ramadan acquistò una casa, trovò la scuola per i suoi quattro figli e spedì i suoi effetti personali a South Bend, nell'Indiana. Alcuni giorni fa avrebbe dovuto iniziare a insegnare. Ma il 28 luglio, nove giorni prima che i Ramadan si trasferissero in America, il docente venne informato dal Dipartimento per la sicurezza interna (DHS) che gli era stato revocato il permesso di lavoro. Un portavoce del DHS, Russ Knocke, in seguito spiegò che ciò era stato fatto conformemente alla legge che vieta l'ingresso negli Stati Uniti agli stranieri che si servono di "una posizione di rilievo all'interno di ogni paese per appoggiare o abbracciare un'attività terroristica". Knocke aggiunse che la revoca era giustificata da "motivi di pubblica sicurezza o di sicurezza nazionale" . Ovviamente, Ramadan respinse la revoca, sostenendo che era "ingiustificata" e ascrivibile a "pressioni di natura politica". Accusò perfino me della decisione presa dal DHS. Che sta succedendo? Il DHS ne sa molto più di me, ma non parla. Comunque, se si dà un'occhiata ai giornali si capisce quale sia il problema. Ecco alcuni motivi per i quali Ramadan potrebbe essere tenuto alla larga:
E qui di seguito riporto altri motivi, scoperti da Jean-Charles Brisard, un ex funzionario dell'intelligence francese che lavora per conto di alcune famiglie delle vittime dell'11 settembre, come egli ha raccontato a Le Parisien:
Sussiste inoltre un'interessante possibilità, riferita da Olivier Guitta, che Osama bin Laden abbia studiato a Ginevra insieme al fratello di Tariq, ipotesi che attesta che il futuro terrorista e il futuro studioso si conoscano. Ramadan rigetta ogni suo possibile legame con il terrorismo, ma il quadro è chiaro. Come scrive Lee Smith, lo studioso è uno spietato islamista il cui "grido di battaglia contro l'Occidente è quello di una jihad più silenziosa e più mite, ma pur sempre jihad" Questi motivi spiegano il perché gli americani dovrebbero essere grati al DHS di aver tenuto Tariq Ramadan alla larga dagli Stati Uniti. Ma la storia non finisce qui: il Dipartimento di Stato spinge in realtà Ramadan a rifare la domanda per ottenere il rilascio di un nuovo tipo di permesso di soggiorno, facendo sì che i recenti sviluppi diventino probabilmente solo un round di un match che va per le lunghe. Argomenti correlati: Guerra al terrorismo iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes Questo testo può essere ripostato o inoltrato purché sia presentato nella sua interezza e provvisto di informazioni complete riguardo al suo autore, alla data e al luogo di pubblicazione, e all’URL originale. |
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