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Articoli correlati Ulteriori riflessioni sull'intento di bruciare il Coranodi Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/blog/2010/09/bruciare-il-corano Pezzo in lingua originale inglese: Further Thoughts on Koran Burning Qui di seguito diversi punti supplementari che non ho trattato nella mia column "Il Codice Rushdie sbarca in Occidente": 1) A differenza di Terry Jones e del suo gruppetto, i musulmani britannici per ben due volte bruciarono in pubblico copie de I versi satanici tra il 1988 e il 1989, alla presenza di una folla di 1.000 e 7.000 persone. Non occorre affatto far rilevare che il governo non esercitò alcuna pressione sui capi dei dimostranti affinché desistessero per paura della violenza che ne sarebbe conseguita. 2) Contrariamente al permesso di utilizzare la Bibbia come carta igienica, i musulmani sono insorti, causando almeno una quindicina di morti, a causa di un articolo inesatto apparso in Newsweek secondo il quale gli addetti agli interrogatori nel centro di detenzione Usa di Guantanamo "hanno gettato una copia del Corano nel water, tirando lo sciacquone". 3) Il cambiamento della politica americana evidenziato nel caso Jones si accorda a un contesto più ampio della disponibilità dell'amministrazione Obama di porre fine al libero dibattito sull'Islam, come evidenziato dall'approvazione di una risoluzione del Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite proposta dall'Organizzazione della Conferenza islamica. 4) Minacciando la vita di Jones, gli islamisti traggono altresì vantaggio di fronte alla possibilità di mandarlo in rovina. Piuttosto astuto. Maggiori dettagli dalle pagine del Gainesville Sun:
5) Diversi imitatori hanno dato fuoco a testi del Corano l'11 settembre: lo hanno fatto, ad esempio, due reverendi in Michigan e in Tennessee, e così in Australia. Il caso di Derek Fenton ha destato maggiore attenzione a causa di un video apparso su YouTube che mostrava l'uomo intento a bruciare alcune pagine del Corano e, pertanto, il suo datore di lavoro, la New Jersey Transit Authority, lo ha licenziato. 6) In "Il Corano brucia protetto dalla libertà di espressione?", Dan Huff di Legal Project esamina le implicazioni giuridiche di ciò che definisce "la difesa Petraeus":
7) In "Terry Jones, Asymmetrical Warrior", David Goldman di First Things offre l'approccio più originale su questo episodio. "L'Affare Jones ha dimostrato che un pazzo che tiene in mano un fiammifero e una copia del Corano può fare molti più danni al mondo musulmano rispetto a un bus pieno di kamikaze (…) A quanto ammonta il danno causato da un'edizione economica usata del Corano, disponibile online per qualche dollaro?" Goldman va avanti speculando che i servizi di intelligence non-musulmani potrebbero trarre certe conclusioni dall'impatto avuto da Jones e potrebbero decidere di utilizzare i suoi metodi per gettare il mondo musulmano nel caos, poi egli offre alcune riflessioni su ciò che queste iniziative potrebbero sembrare. Argomenti correlati: Apostasia e libero pensiero musulmani, Legge islamica (Shari'a) iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes Questo testo può essere ripostato o inoltrato purché sia presentato nella sua interezza e provvisto di informazioni complete riguardo al suo autore, alla data e al luogo di pubblicazione, e all’URL originale. |
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Tutto il materiale pubblicato in questo sito appartiene a 1980-2012 Daniel Pipes. Traduzioni di Angelita La Spada. |
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