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Articoli correlati Niqab e sicurezza: indignazione negli aeroporti canadesidi Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/blog/2010/08/niqab-sicurezza-aeroporti-canadesi Pezzo in lingua originale inglese: Niqab Security Outrages at Airports Ho visitato Toronto agli inizi di marzo 2010 e al momento di lasciare il Paese mi sono sottoposto ai consueti controlli di sicurezza all'Aeroporto Internazionale di Pearson. Ma i passeggeri in fila subito dopo di me erano un uomo, un bambino piccolo e una persona che indossava il niqab (scrivo "persona" e non "donna" visto che non so affatto chi si celasse sotto). Curioso di vedere come si sarebbero comportati per stabilire l'identità di chi si celava sotto il niqab, mi sono voltato indietro a guardare come l'agente addetto alla sicurezza si occupava delle tre persone. Con mio grande stupore, l'agente non chiese di vedere il viso della persona velata, ma si accontentò di guardare quelli dell'uomo e del bambino. Mi sarebbe piaciuto riprendere questa operazione con il mio cellulare, ma non ho osato tanto pensando che così facendo, ironia della sorte, sarei stato accusato di aver violato le norme di sicurezza. Questa mia esperienza mi torna in mente, mentre seguo una recente storia in merito a un episodio simile accaduto all'Aeroporto internazionale Montreal-Trudeau. Il Toronto Sun ha spiegato il I° agosto che un certo Mick Flynn di Bradford, in Gran Bretagna, stava per imbarcarsi su un volo l'11 luglio scorso:
A differenza di me, Flynn ha reagito a questa situazione irritante: "Mi sono lamentato al banco accettazione, e poi ancora in aereo, chiedendo se il pilota fosse contento di avere a bordo due donne non identificate. I due membri del personale con cui ho parlato erano agitati e chiaramente imbarazzati". In una dichiarazione pubblica, Air Canada ha asserito che"i passeggeri della compagnia aerea hanno già subito più controlli di sicurezza prima di arrivare al cancello d'imbarco. Un ultimo controllo viene effettuato al cancello che precede l'imbarco per confermare l'accesso dei passeggeri al volo". Questa, naturalmente, è una cosa incomprensibile. Ma a rendere la storia ancora più interessante, Air Canada ha minacciato di intentare causa a Flynn per il suo video. Un giorno dopo, il Sun ha fatto seguito all'episodio con un reportage dall'Aeroporto di Pearson:
Il ministro dei Trasporti John Baird ha rilasciato una dichiarazione nella quale prometteva di esaminare fondo la faccenda. "Se quanto riferito è vero, la situazione è assai preoccupante e pone una grave minaccia alla sicurezza dei viaggiatori aerei. Se la nostra attuale politica di sicurezza in questo settore si rivela insufficiente, il nostro governo prenderà le misure necessarie per tutelare la sicurezza e l'incolumità dei viaggiatori". Oggi Baird ha rilasciato una dichiarazione ancor più incisiva:
Egli ha altresì asserito che chiunque, velato o meno, protesti chiassosamente contro le procedure di sicurezza di un aeroporto e si rifiuti di sottoporsi a un controllo dell'identità, dovrebbe essere arrestato. "Se qualcuno intimidisce e minaccia i dipendenti aeroportuali che procedono ai controlli di sicurezza, noi non lo tollereremo in Canada. Chiediamo che la gente ottemperi alle norme di sicurezza al 100 per cento e non al 99 per cento". Commenti: 1) È difficile dire qualcosa di originale su questa situazione assurda. Ovviamente, chi indossa il niqab non deve avere un libero accesso a bordo degli aerei. Se qualcuno vuole qualche decina di motivi sul perché, basta andare alla pagina del mio blog su "Niqabs and Burqas as Security Threats".
3) È interessante vedere l'impatto che può avere un singolo video di qualità scadente. La prossima volta non devo farmi sfuggire l'occasione. Aggiornamento del 4 agosto 2010: Ho ricevuto una copia di Airport Pre-board Passenger Screening Course: Participant Manual, pubblicato da Transport Canada e da un'agenzia governativa canadese, e datato luglio 2002. Di particolare interesse è la parte titolata "Passeggeri che trasportano/indossano oggetti di delicata importanza culturale o religiosa,", pp. 5-18: Una perquisizione dei passeggeri che trasportano o indossano oggetti di delicata importanza culturale o religiosa deve essere effettuata con buon senso e cortesia. Se possibile, sottoponete i passeggeri a un controllo che preveda l'uso di un metal detector portatile; la sensibilità dello strumento dovrebbe permettervi di scoprire ogni metallo che potrebbe celarsi dentro o sotto un dato oggetto. Parliamo qui di oggetti come un Sikh's Kirpan [ il Kirpan è uno dei cinque articoli di fede che indossano i Sikh (N.d.T.)] (per i dettagli si veda l'Avviso di Sicurezza n.38), i kit spirituali indiani (per i dettagli si veda l'Avviso di Sicurezza n.9) e i filatteri/tefillin indossati dagli uomini ebrei che abbiano superato il tredicesimo anno di età. Un filatterio è una piccola scatola quadrata contenente delle strisce di pergamena o cartapecora sulle quali sono scritti dei versetti della Bibbia. Vengono fissate sul braccio e sulla fronte durante le preghiere del mattino. Se ciò non basta, chiedete al passeggero di aiutarvi nella vostra perquisizione, ossia chiedetegli di aprire l'oggetto per un esame più approfondito. Nel caso di un pacco o di una scatola prendete in considerazione la possibilità di utilizzare il metal detector portatile se il contenitore non è di metallo. Se lo fosse, spiegate la situazione al passeggero per vedere se lui o lei vi permetterà di passare l'oggetto ai raggi X, dal momento che questo potrebbe essere l'ultimo espediente prima di dire: "Niente perquisizione, niente volo". Commenti: 1) Presumo che nuove versioni del manuale siano uscite negli ultimi otto anni, pertanto questo testo dovrebbe essere visto come un'indicazione della procedura corrente e non come una guida dettagliata. 2) L'accento qui posto sui filatteri e i tefillin è doppiamente curioso, visto che nessuno dei due contiene metallo e che sarebbe inconcepibile indossarli durante un controllo di sicurezza in un aeroporto. 3) Ancora più curiosa è la menzione di articoli religiosi Sikh, appartenenti alla spiritualità dei Nativi americani ed ebraici, ma non si dice nulla a proposito dei turbanti, dei kufi, degli hijab, dei jihalb, dei niqab e dei burqa islamici. 4) Ma la cosa più strane di tutte è l'accento posto unicamente sulla ricerca degli oggetti citati e l'assenza, in questo o in qualsiasi altro manuale, di istruzioni riguardanti l'identificazione delle persone coperte dai niqab e dai burqa. È come se l'intera questione degli individui velati non esistesse affatto. Argomenti correlati: Contro-terrorismo, Musulmani in Canada iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes Questo testo può essere ripostato o inoltrato purché sia presentato nella sua interezza e provvisto di informazioni complete riguardo al suo autore, alla data e al luogo di pubblicazione, e all’URL originale. |
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