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Articoli correlati Contrappunto: esaminare più da vicino il gruppo dietro le accusedi Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/8897/gruppo-dietro-le-accuse Pezzo in lingua originale inglese: Counterpoint: Look Closer at Group behind the Accusations In un mio articolo pubblicato nello Star Tribune l'1 agosto scorso ho argomentato che esistono due tipi di musulmani negli Stati Uniti, quelli patriottici (americani che si trovano ad essere musulmani) e gli sciovinisti (che in modo aggressivo vogliono imporre a questo Paese la legge islamica e altri costumi mediorientali). Io ho suggerito che qualunque di questi elementi rivali prevalga avrà delle importanti implicazioni sia per l'Islam che per gli Stati Uniti. Nel suo "Contrappunto" al mio articolo (pubblicato il 14 agosto), Ibrahim Hooper, direttore nazionale delle comunicazioni per il Council on American-Islamic Relations (CAIR), respinge la mia analisi con un gesto della mano come "una valutazione inesatta" e poi dedica la maggior parte del suo articolo ad un attacco ad hominem contro di me, le mie motivazioni e i miei scritti. Questa è una tattica usuale dell'arte del dibattere. Preferirei non dovermi difendere o dire qualcosa contro Hooper e la sua organizzazione, ma ora che lui ha cominciato anch'io devo dire la mia. Innanzitutto, Hooper enumera delle citazioni fatte da me e che mi riguardano risalenti al 1983, e lo fa in un modo talmente astuto e selettivo che molte cose finiscono per sembrare l'opposto di ciò che lui intendeva dire. Un esempio: Hooper arguisce da un brano contenuto in un mio articolo del 1990 che io sono un razzista: "Le società dell'Europa occidentale", dice parafrasandomi "non sono pronte per la massiccia immigrazione di gente scura di pelle che cucina dei cibi strani e che osserva differenti norme d'igiene". Sì, è vero, ho scritto questo. Ma non ho espresso la mia opinione, mi sono limitato a riportare il modo di pensare degli europei. Hooper ha preferito non parafrasare apertamente le mie opinioni, espresse nel successivo capoverso:
In secondo luogo, Hooper travisa il mio ragionamento ("Ancora una volta Daniel Pipes cerca di raffigurare l'Islam come una minaccia per l'America"). Neanche lontanamente parlo dell'Islam o esprimo le mie opinioni, positive o negative che siano, riguardo a questa fede religiosa. Piuttosto, sostengo che la versione sciovinista (o fondamentalista) dell'Islam politicizzato rappresenta una minaccia per l'America. Mi preoccupano quando essi parlano (e talvolta quando perpetrano delle azioni violente – si ricordi l'attentato al World Trade Center a New York) di rovesciare il governo Usa e di rimpiazzarlo con uno islamico. Molti musulmani pii sono d'accordo con il mio punto di vista e certuni denunciano pubblicamente il programma sciovinista di istituzioni come il CAIR, l'organizzazione di cui fa parte Hooper. Ora, il CAIR è un'organizzazione che desta particolare preoccupazione perché ha imparato a presentarsi come un organismo che si occupa di affari pubblici per promuovere "l'interesse e la comprensione tra il grande pubblico per ciò che riguarda l'Islam e i musulmani dell'America del Nord". Ciò suona bene, ma questa organizzazione, nata cinque anni fa, ha un curriculum che annovera le seguenti azioni sgradevoli:
In breve, l'organizzazione di Hooper non rappresenta la grande civiltà dell'Islam, ma un movimento utopico radicale, originario del Medio Oriente, che cerca di imporre le sue opinioni agli Usa. Gli americani dovrebbero considerarsi messi in guardia: in mezzo a loro esiste un nuovo pericolo. Argomenti correlati: Autobiografico di Daniel Pipes, Islam Militante, Musulmani negli Stati Uniti iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes Questo testo può essere ripostato o inoltrato purché sia presentato nella sua interezza e provvisto di informazioni complete riguardo al suo autore, alla data e al luogo di pubblicazione, e all’URL originale. |
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