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Articoli correlati Gli Stati Uniti devono incoraggiare Israeledi Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/3648/gli-stati-uniti-devono-incoraggiare-israele Pezzo in lingua originale inglese: US must buck up Israel È arrivato il momento di apportare un drastico cambiamento in merito alla linea politica americana verso Israele. È dal 1967 che gli Stati Uniti perseguono una linea piuttosto coerente: aiutare Israele ad essere forte e al contempo incalzarlo a fare delle concessioni agli arabi. Questo duplice approccio è diventato talmente radicato che ci si accorge a malapena di esso. Esso però non ha funzionato. Quelle concessioni – principalmente a carattere territoriale – che avrebbero dovuto sortire la vicendevole benevolenza da parte degli arabi, ponendo così fine al conflitto, sono state interpretate come un segno della debolezza israeliana. Non solo le concessioni non sono riuscite a perseguire l'intento di instaurare la tanto attesa pace armoniosa, ma esse hanno in realtà danneggiato Israele, rendendolo meno terrificante agli occhi dei suoi vicini e portando al culmine la violenza e le ambizioni palestinesi e arabe. Se le concessioni hanno avuto per l'esattezza l'effetto sbagliato sulle posizioni arabe, esse sono riuscite a procurare agli Stati Uniti la benevolenza da parte araba. Il processo di Oslo ha attenuato alcuni degli endemici anti-americanismi diffusi in Medio Oriente, così da rendere le risorse petrolifere un po' più sicure, il terrorismo un po' meno probabile e le arringhe politiche più concise e meno appassionate. Dunque, sarebbe conveniente per gli Stati Uniti se l'ostilità crescente fosse solo un problema di Israele. Bisogna però vedere se le concessioni implicano pericoli più grandi per gli interessi americani di quanti benefici esse offrano. La percezione della debolezza di Israele adesso è un problema americano: l'aggressiva euforia antisionista espressa dagli arabi rappresenta un diretto pericolo per gli Stati Uniti. Se l'agitazione della "strada" araba e la sua furia contro Israele porteranno alla guerra, gli Stati Uniti potrebbero avere delle ripercussioni estremamente dannose per quanto concerne il mercato petrolifero, i rapporti con i paesi a maggioranza musulmana e in termini di atti di terrorismo perpetrati contro istituzioni e cittadini statunitensi. E peggio ancora, se quella guerra andasse male per Israele, le conseguenze per gli Stati Uniti potrebbero essere veramente terribili. Volenti o nolenti, gli Stati Uniti fungono da massimo garante della sicurezza per lo Stato ebraico ed è difficile scongiurare la prospettiva in base alla quale i decisori della politica americana sarebbero meno propensi a ricoprire questo ruolo piuttosto che correre in aiuto di Israele. Come dovrà comportarsi Washington, viste le prospettive di una guerra arabo-israeliana che essa desidera assolutamente evitare? Washington dovrebbe adottare dei provvedimenti che scoraggino i potenziali nemici di Israele – aiutando questo ultimo a ricostruire le sue capacità di dissuasione. Come argomento con dovizia di particolari nel numero di dicembre di Commentary, Washington dovrebbe adottare con una certa impellenza quattro linee politiche:
Questo approccio che tende a incoraggiare Israele potrebbe sembrare a Washington difficile da perseguire, ma un'eclatante inversione nella linea politica in genere sembra inimmaginabile prima di poterla attuare. Va altresì osservato che qualche importante politico americano (in particolare i senatori Charles Schumer dello Stato di New York e Jesse Helms del North Carolina) ha già manifestato il desiderio di apportare un simile cambiamento. La riluttanza di Israele a tutelare i suoi stessi interessi conferisce al suo principale alleato, gli Stati Uniti, una pressante ed inusuale responsabilità: la necessità di consolidare la volontà di partner. Mai prima di adesso uno Stato democratico ha posto un alleato di fronte a un dilemma del genere. Argomenti correlati: Conflitto arabo-israeliano e diplomazia, Politica estera statunitense iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes Questo testo può essere ripostato o inoltrato purché sia presentato nella sua interezza e provvisto di informazioni complete riguardo al suo autore, alla data e al luogo di pubblicazione, e all’URL originale. |
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Tutto il materiale pubblicato in questo sito appartiene a 1980-2012 Daniel Pipes. Traduzioni di Angelita La Spada. |
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