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Articoli correlati I fondamentalisti islamici costituiscono la nuova minaccia per l'Occidentedi Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/2355/i-fondamentalisti-islamici-costituiscono-la-nuova-minaccia Pezzo in lingua originale inglese: Islamic Fundamentalists are the New Big Threat to the West Con il declino del Marxismo-Leninismo, l'Islam fondamentalista adesso si pone come l'ideologia anti-americana per eccellenza su scala mondiale. A dire il vero, i fondamentalisti mancano di alcune forze di cui dispongono i comunisti: in particolare, non sono ancora in possesso di missili balistici e la loro ideologia non desta l'interesse generale. Ma dal momento che disprezzano duramente e in modo quasi ossessivo l'Occidente, adesso probabilmente rappresentano il nostro nemico numero uno. Non tutti gli osservatori concordano con questa analisi. Essi sostengono insieme a Jonathan Powers che i fondamentalisti non costituiscono per noi una reale minaccia, poiché la maggior parte di loro "sono mossi da una ricerca concreta di valori" come la probità e la responsabilità individuale. Il problema è che questa interpretazione ignora lo spirito politicamente ambizioso del fondamentalismo. I suoi seguaci sostengono di conoscere la verità di Dio e di non avere bisogno di elezioni. Essi impongono apertamente le loro idee agli altri e reprimono le voci dissidenti. Per migliorare la loro società, la mettono a soqquadro; per propagare il loro marchio di virtù, inviano gli eserciti ai confini. Suona familiare? Dovrebbe, poiché si tratta solo di un'altra delle ideologie totalitarie del XX secolo. Detto questo, occorre sottolineare due punti che mettono in guardia: il problema da affrontare non è l'Islam in quanto religione, ma è l'Islam fondamentalista, che è un'ideologia. Possiamo combattere l'ideologia se al contempo rispettiamo il credo religioso; questo, dopotutto, è ciò che fanno parecchi musulmani contrari al fondamentalismo. In secondo luogo, i fondamentalisti non costituiscono un movimento semplice. Se condividono certe convinzioni (come "l'Islam è la soluzione") e talune opinioni (come i comportamenti anti-occidentali), essi sono estremamente diversi tra loro per temperamento e a livello di specifiche linee politiche. Negli ultimi mesi la questione fondamentalista è giunta a una fase cruciale in Algeria, una ex colonia francese dell'Africa settentrionale di circa trenta milioni di abitanti. Lì i fondamentalisti hanno sferrato una guerra civile vera e propria contro il governo, un regime terzo-mondista in ripresa. La posta in Algeria è alta poiché ciò che accade lì potrebbe avere un maggiore impatto su due regioni di grande importanza per noi. Se i fondamentalisti dovessero arrivare al potere si metterebbe in moto un vasto esodo di algerini e di altri rifugiati nordafricani in direzione dell'Europa Occidentale. In secondo luogo, una vittoria dei fondamentalisti in Algeria probabilmente darebbe a questi ultimi un grosso aiuto psicologico e materiale oppure darebbe loro proprio ciò di cui necessitano per arrivare al potere negli altri Stati mediorientali, in particolar modo in Egitto. Ciò potrebbe sortire conseguenze terribili per gli interessi americani nella regione come ad esempio interrompere il processo di pace arabo-israeliano e mettere in pericolo il libero flusso di petrolio proveniente dal Golfo Persico. Per tali motivi, è di estrema importanza che i fondamentalisti non prendano il potere in Algeria. Sfortunatamente, l'amministrazione Clinton segue una politica che tiene buoni i fondamentalisti in Algeria. Washington farebbe molto meglio ad adottare una politica inflessibile simile a quella adottata dal governo francese. Il che comporta:
Argomenti correlati: Islam Militante, Politica estera statunitense iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes Questo testo può essere ripostato o inoltrato purché sia presentato nella sua interezza e provvisto di informazioni complete riguardo al suo autore, alla data e al luogo di pubblicazione, e all’URL originale. |
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