Daniel Pipes
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Il nemico presente all'interno

di Daniel Pipes
New York Post
24 gennaio 2003

Pezzo in lingua originale inglese: The Enemy Within [and the Need for Profiling]

Il giorno dopo l'11 settembre, la polizia del Texas arrestò due indiani di fede musulmana mentre erano a bordo di un treno e trasportavano circa 5.000 dollari in contanti, una tintura nera per capelli e dei taglierini come quelli utilizzati per dirottare quattro aerei proprio un giorno prima.

[Inizialmente la polizia trattenne i due uomini per motivi legati alle leggi sull'immigrazione (i loro visti erano scaduti); da un'ulteriore indagine risultò che erano implicati in truffe di carte di credito, il che allungò i tempi della loro detenzione. Ma ovviamente il reale interesse delle forze dell'ordine risiedeva nei loro presunti legami con al-Qaeda.]

Per indagare su questa faccenda - e qui siamo in possesso di un'informazione avuta direttamente da uno dei due, Ayub Ali Khan, una volta che venne rilasciato - gli inquirenti li sottoposero a un trattamento alquanto duro.

Khan asserisce che l'interrogatorio lo "terrorizzò". [Egli racconta come " 5-6 uomini mi strattonarono ben bene mentre mi sottoponevano a un fuoco di fila di domande... Poi, all'improvviso mi sbatterono brutalmente contro il muro." Gli fecero anche delle domande politiche, se lui, ad esempio, avesse "mai discusso della situazione palestinese con i suoi amici".]

Prosciolto, alla fine, dall'accusa di presunti legami con il terrorismo e scarcerato, Khan è - come prevedibile - amareggiato riguardo alla sua esperienza, asserendo che lui e il suo compagno di viaggio sono state vittime del profiling. Il che è ovviamente vero: se Khan non fosse stato un musulmano, la polizia avrebbe mostrato scarso interesse verso di lui e verso i taglierini.

Le sofferenze di Khan mettono in evidenza la sola questione più delicata e penosa nel proseguo della guerra al terrorismo. Scegliere i musulmani per procedere a un'ulteriore indagine accurata serve a uno scopo? E se lo fosse, è accettabile dal punto di vista giuridico ed etico?

Per rispondere alla prima domanda: sì, è così, un'accurata indagine dei musulmani è avveduta per diverse ragioni:

Tali circostanze - e questa è la parte spiacevole - puntano sull'imperativo di focalizzare l'attenzione sui musulmani. Non si può evitare l'infelice dato di fatto che gli impiegati governativi di fede musulmana operanti nelle forze dell'ordine, nell'esercito e in campo diplomatico, vengano tenuti d'occhio per verificare se abbiano legami con il terrorismo, come pure i cappellani musulmani delle prigioni e delle forze armate. I turisti e gli immigranti musulmani devono sottoporsi ad ulteriori controlli. Le moschee richiedono un esame minuzioso ancor più attento di quello riservato alle chiese e ai templi.

Scegliere una categoria di persone in base al loro credo religioso sembra sbagliato, se non del tutto antiamericano, e induce a chiedersi: pur se utile, dovrebbe essere permessa una simile indagine accurata?

Se gli americani desiderano proteggersi dal terrorismo islamista, devono temporaneamente riconoscere la massima priorità più alle questioni della sicurezza piuttosto che alla sensibilità di stampo civico-libertario.

Evitare che gli islamisti compiano ulteriori danni implica il deplorevole passo di focalizzare l'attenzione sui musulmani. Non farlo è un invito a nuovi atti terroristici.

Questa grave realtà suggerisce quattro idee:

Innanzitutto, come dimostra l'esperienza avuta da Khan, i musulmani vengono già sottoposti a ulteriori esami accurati; è arrivato il momento per i politici di riconoscere la realtà e prendere formalmente atto di quelle che sono oggi le pratiche semiclandestine. Così facendo si pongono tali questioni nell'arena pubblica, dove possono essere apertamente dibattute.

In secondo luogo, vista la sgradevolezza di dover focalizzare una maggiore attenzione sui musulmani, ciò va fatto con estrema cautela e con la massima discrezione, ricordandosi, dopotutto, che sette musulmani su otto non sono islamisti, e ancor meno sono legati al terrorismo.

In terzo luogo, questa è una misura di emergenza che dovrebbe finire una volta conclusasi la guerra al terrorismo.

E per finire, i musulmani innocenti che devono tollerare di essere sottoposti a una maggiore sorveglianza, possono consolarsi con l'apprendere che anche la loro sicurezza ne risentirà in modo positivo di queste misure.

Arresti e Condanne

Quella che segue è una lista parziale di coloro che sono stati arrestati negli Stati Uniti per legami con il terrorismo islamico militante:

Vi sono stati anche due importanti arresti legati agli Stati canaglia.

Inoltre, vi è stata almeno una condanna:

Argomenti correlati:  Contro-terrorismo, Musulmani negli Stati Uniti, Terrorismo iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes