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Articoli correlati [La furia di al Khobar:] "Non abbiate paura, non uccideremo i musulmani!"di Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/1872/la-furia-di-al-khobar-non-abbiate-paura-non-uccideremo-i Pezzo in lingua originale inglese: [Khobar Rampage:] "Don't Be Afraid, We Won't Kill Muslims" Dopo la furia islamista nella città saudita di al Khobar, del 29-30 maggio scorsi, che ha fatto 22 vittime, i sopravvissuti di quell'atrocità hanno raccontato come i terroristi sono arrivati al punto di assicurare che avrebbero ucciso solo coloro che non erano musulmani. Il loro operato solleva una delicata quanto urgente questione: se i non-musulmani vengono a trovarsi in una situazione simile, come possono proteggersi al meglio? Proprio mentre era in corso il massacro, i terroristi si sono dati un bel da fare per riconoscere i musulmani dai non-musulmani. Ecco alcune testimonianze da parte dei sopravvissuti:
Fare attenzione ad uccidere solo coloro che non sono musulmani sembra essere una reazione alla diffusa critica mossa dai sauditi contro il terrorismo islamista diretto contro i musulmani; i sauditi sembrano essere d'accordo che la strage sia un mezzo opportunamente diretto contro i non-musulmani, come indicano due passi citati:
Né è questa la prima volta che gli islamisti hanno preso di mira in modo specifico gli infedeli. Ad esempio, nel 2000, in Malesia, i jihadisti uccisero con uno scopo ben preciso due ostaggi non-musulmani e risparmiarono gli altri due, entrambi musulmani. Nel 2002, in Pakistan, un funzionario della polizia osservò che gli assassini "ci misero un buon quarto d'ora per segregare i cristiani e assicurarsi che ognuno dei loro obiettivi morisse in modo veramente raccapricciante". Essi separarono i cristiani dai musulmani chiedendo ad ogni ostaggio di recitare un versetto del Corano. Coloro che non lo fecero vennero uccisi con un colpo d'arma da fuoco. In tutti questi casi, i non-musulmani che hanno avuto a che fare con i jihadisti si sono salvati poiché si sono fatti passare per musulmani. Esistono alcuni altri modi per potersi salvare. Si potrebbero salutare i potenziali assassini dicendo: "Assalamu ´alaykum" (che, ironia della sorte, significa "la pace sia con voi"). Si potrebbe recitare in arabo la Shahada, la testimonianza di fede islamica. Ovvero si potrebbe recitare in arabo la prima sura (capitolo) del Corano, la fondamentale preghiera dell'Islam, chiamata Fatiha (l'Apertura). In passato, tale conoscenza avrebbe salvato delle vite. Potrebbe essere così anche nel futuro. Shahada e FatihaEcco il testo della Shahada, la testimonianza di fede islamica, in una traslitterazione in caratteri latini dall'originale arabo e nella traduzione:
E lo stesso per la Fatiha, la sura (capitolo) di apertura del Corano e la fondamentale preghiera dell'Islam:
Argomenti correlati: Arabia Saudita, Islam Militante, Terrorismo iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes Questo testo può essere ripostato o inoltrato purché sia presentato nella sua interezza e provvisto di informazioni complete riguardo al suo autore, alla data e al luogo di pubblicazione, e all’URL originale. |
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