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Articoli correlati Il male non è l'Islamdi Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/1686/il-male-non-e-lislam Pezzo in lingua originale inglese: The Evil Isn't Islam "L'ISLAM È MALVAGIO". Si tratta di un messaggio che un agente dei servizi segreti americani ha illecitamente lasciato il 18 luglio su un breviario di preghiere islamiche, mentre stava dando la caccia a un presunto agente di al-Qaeda a Dearborn, nel Michigan. Il suo crudo graffito riassume un punto di vista diffusosi negli Stati Uniti a partire dall'11 settembre, che è altresì preoccupante e fallace. Il punto consiste in questo: È sbagliato incolpare l'Islam (una religione che risale a quattordici secoli or sono) della malvagità che dovrebbe essere attribuita all'Islam militante (un'ideologia totalitaria nata meno di un secolo fa). Il terrorismo di al-Qaeda, di Hamas, del governo iraniano e di altri islamisti è una conseguenza delle idee nutrite da radicali contemporanei come Osama bin Laden e l'Ayatollah Khomeini e non dal Corano. Al che si potrebbe replicare dicendo: Ma bin Laden e Khomeini traggono le loro idee dal Corano. E non fanno altro che portare aventi un sistema di aggressione musulmana, vecchio di secoli. Non è esattamente così. Analizziamo entrambi i punti più da vicino:
Di certo questi punti sono esatti, ma rappresentano una faccia della storia.
In altre parole, le scritture e la storia dell'Islam mostrano delle variazioni. Certo, al momento è difficile pensare al lato positivo, proprio quando in tanta parte del mondo musulmano prevalgono arretratezza, risentimento, estremismo e violenza. Ma il presente non è rappresentativo della lunga storia dell'Islam; in verità potrebbe trattarsi della peggiore epoca dell'intera storia. Le cose possono andare meglio, ma non sarà facile. Ciò implica che i musulmani affrontino l'ingente sfida di adattare la loro fede ai fatti reali della vita moderna. Ciò cosa comporta in termini pratici? Ecco alcuni esempi: Cinque secoli or sono ebrei, cristiani e musulmani erano d'accordo sul fatto che la detenzione di schiavi fosse accettabile e che il pagamento degli interessi sui soldi dati in prestito non lo fosse. Dopo lunghi e accesi dibattiti, ebrei e cristiani cambiarono idea. Oggi nessuno ebreo o cristiano approva la schiavitù o mostra scrupoli religiosi al pagare dei ragionevoli interessi. I musulmani, al contrario, la pensano ancora alla vecchia maniera. La schiavitù continua ad esistere in una moltitudine di Paesi a maggioranza musulmana (specialmente in Sudan e in Mauritania, ed anche in Arabia Saudita e Pakistan) ed è un argomento tabù. Per permettere ai pii musulmani di sfuggire al pagamento degli interessi, un'industria finanziaria islamica ha sviluppato un giro d'affari, stimato 150 miliardi di dollari. La sfida da affrontare è chiara: i musulmani devono emulare i loro colleghi monoteisti modernizzando la loro religione riguardo alla schiavitù, gli interessi monetari e molte altre cose. Non devono più combattere in nome della jihad per imporre la legge musulmana. Non devono più appoggiare il terrorismo suicida. Non devono più considerare i non musulmani come cittadini di seconda classe. Niente più sanzioni capitali per adulterio né delitti "d'onore" di donne. Niente più condanne per blasfemia o apostasia. È d'uopo che chiunque – musulmani o meno – aiutino a modernizzare questa civiltà piuttosto che inveire contro la presunta "malvagità" dell'Islam. Questo è il messaggio finale dell'11 settembre. È molto più profondo e ambizioso di quello che i governi occidentali sembra che stiano per realizzare tra poco. Argomenti correlati: Islam iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes Questo testo può essere ripostato o inoltrato purché sia presentato nella sua interezza e provvisto di informazioni complete riguardo al suo autore, alla data e al luogo di pubblicazione, e all’URL originale. |
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