|
|||||||||||
|
|||||||||||
|
Articoli correlati L'amaro destino dei profughi per nascitadi Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/1407/lamaro-destino-dei-profughi-per-nascita Pezzo in lingua originale inglese: [UNRWA:] The Refugee Curse Domanda: qual e' la differenza fra i profughi palestinesi e gli oltre 135 milioni di altri profughi del XX secolo? Risposta: in tutti gli altri casi, con il tempo sono andate scomparendo la sofferenza per la perdita, le privazioni, la condizione di apolide. I profughi che non hanno potuto rientrare subito nelle loro case, alla fine si risistemano da altre parti. E con il tempo invecchiano e muoiono. I loro figli, che vivano in Sud Corea, in Vietnam, in Pakistan, in Israele, in Turchia, in Germania o in America, si sbarazzano dello status di profugo ed entrano a far parte della maggioranza della popolazione. Non cosi' per i palestinesi. Per loro la condizione di profugo passa eternamente in eredita' da una generazione all'altra, creando un inestinguibile serbatoio sempre piu' grande di afflizione e malcontento. Diversi sono i fattori che spiegano questa anomalia, ma uno degli elementi chiave e' la struttura burocratica di cui si sono dotate le Nazioni Unite per affrontare il problema. L'Onu ha creato due enti distinti che si occupano di profughi, e ognuno di questi due enti ha la propria definizione del concetto di "profugo".
In pratica, la definizione di profugo dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite tende a ridurre e far scomparire la popolazione di profughi; la definizione di profugo dell'UNRWA tende al contrario a farla aumentare all'infinito. Proviamo ad applicare le due diverse definizioni al caso dei profughi palestinesi causati dalla guerra araba contro Israele nel 1948, che all'epoca furono, secondo i dati Onu, 726.000 (stime di altri studiosi variano tra i 420.000 e i 539.000).
I 200.000 profughi palestinesi secondo la definizione che vale in tutto il resto del mondo sono meno del 5% dei 4,25 milioni secondo la definizione dell'UNRWA. Per lo standard internazionale, il restante 95% non sono profughi. In realta', attribuendo lo status di profugo a questi milioni di palestinesi che non sono mai fuggiti da nessuna parte, l'UNRWA condanna di fatto un popolo creativo e intraprendente a vivere una vita di esclusione, autocommiserazione e di nichilismo. La politica adottata in tutti questi anni dai paesi arabi non ha fatto che peggiorare le cose, mantenendo i palestinesi (profughi e loro discendenti) bloccati in una artificiale condizione di profughi eternamente provvisoria. In Libano, ad esempio, vivono 400.000 apolidi palestinesi cui non viene riconosciuto il diritto di frequentare le scuole pubbliche, di possedere proprieta' e nemmeno di apportare migliorie alle proprie condizioni abitative. Cio' che bisognare fare urgentemente, invece, e' aiutare queste generazioni di non-profughi a uscire dalla condizione di profugo affinche' possano diventare cittadini, assumersi le loro responsabilita' e costruire il loro futuro. La cosa migliore per loro sarebbe chiudere del tutto l'UNRWA e lasciare che l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite si occupi dei veri profughi palestinesi, in costante diminuzione. Cio' potra' avvenire solo se Stati Uniti e comunita' internazionale prenderanno consapevolezza del ruolo che l'UNRWA ha giocato nel perpetuare la miseria dei palestinesi. Argomenti correlati: Conflitto arabo-israeliano e diplomazia, Palestinesi iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes Questo testo può essere ripostato o inoltrato purché sia presentato nella sua interezza e provvisto di informazioni complete riguardo al suo autore, alla data e al luogo di pubblicazione, e all’URL originale. |
|
||||||||||
|
Tutto il materiale pubblicato in questo sito appartiene a 1980-2012 Daniel Pipes. Traduzioni di Angelita La Spada. |
|||||||||||