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Articoli correlati Perché Sharon ha delineato un piano che ha poca voglia di realizzaredi Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/1379/perche-sharon-ha-delineato-un-piano-che-ha-poca-voglia-di Pezzo in lingua originale inglese: Reading Sharon's Mind In un popolare discorso della scorsa settimana, il primo ministro israeliano Ariel Sharon ha apparentemente fatto una plateale inversione di marcia. Ma chissà come valutare questo cambiamento. Sharon ha annunciato che alla road map, un piano americano che prevede che i negoziati tra Israele e i palestinesi portino a un accordo, non rimangono che "alcuni mesi" di vita. Se "i palestinesi continueranno ancora a non assolvere il loro compito nell'ambito della realizzazione della road map," ha ammonito il Primo Ministro, "Israele comincerà a provvedere alla sicurezza unilaterale annullando gli impegni coi palestinesi". Questo "Piano di Disimpegno," egli ha spiegato, includerà "il re-dislocamento dell'esercito israeliano lungo nuove linee di sicurezza e un mutamento nella distribuzione degli insediamenti" per ridurre il numero degli israeliani che vivono in mezzo ai palestinesi. La sicurezza verrà garantita "dall'esercito israeliano, da recinzioni e da altri ostacoli fisici". Probabilmente l'elemento più sorprendente di questo discorso – giacché è fortemente in contrasto con le idee di lunga data di Sharon – è stata la dichiarazione riguardo i civili israeliani che vivono in Cisgiordania e a Gaza: "Non vi sarà alcuna linea di costruzione oltre a quella già esistente, né espropriazioni di terre o speciali incentivi economici, e non si provvederà nemmeno a costruire nuovi insediamenti". Sebbene sia stato presentato con cura, in modo energico e perfino un po' bellicoso, il Piano di Disimpegno manda tre messaggi disfattisti:
Valutato per quello che sembra, il discorso di Sharon equivale a un errore di primaria importanza; la sua linea politica disfattista ha avuto effetto, spronando i palestinesi a una maggiore violenza e ritardando in tal modo la risoluzione del conflitto arabo-israeliano. Ma ciò significa valutare questo discorso come veritiero. Consideratemi scettico riguardo a ciò che Sharon voglia realmente dire, dal momento che questo contraddice duramente le sue idee risapute, ad esempio, sulla necessità di Israele di avere il controllo della Cisgiordania. (Nel 1998, quando era ministro degli esteri, spinse gli israeliani a "conquistare ancora più colline, a estendere il territorio. Ogni cosa conquistata, rimarrà nelle nostre mani. Ogni cosa che non conquistiamo rimarrà nelle loro mani"). "Il discorso della scorsa settimana sembra riflettere gli imperativi momentanei, e non gli obiettivi di lungo termine. Il che rivela che Sharon, da Primo Ministro, ha una duplice audience: i palestinesi che egli vuole convincere del fatto che la violenza ai danni degli israeliani sia controproducente e si serve di dure rappresaglie contro il terrorismo per ottenere ciò; il pubblico israeliano e il presidente Bush con cui vuole essere in buoni rapporti, dando dimostrazione di essere diplomatico. Non è stato semplice, mantenere al contempo questa duplice linea di condotta più o meno contraddittoria: Sharon ci è riuscito tramite una performance virtuosa di azioni ben ponderate combinate a concessioni modificabili. Non pretendo di sapere cosa passi nella mente del Primo Ministro – e lui non me lo dice – ma ho il sospetto che questo discorso della scorsa settimana equivalga ancora a un'altra concessione, stavolta rivolta a un pubblico israeliano che esige qualcosa di più attivo e di più immediato della penosamente annosa politica di deterrenza. Sharon, un accorto politico che sa quando deve piegarsi, ha delineato un piano che penso abbia poca voglia di realizzare. Argomenti correlati: Conflitto arabo-israeliano e diplomazia, Israele iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes Questo testo può essere ripostato o inoltrato purché sia presentato nella sua interezza e provvisto di informazioni complete riguardo al suo autore, alla data e al luogo di pubblicazione, e all’URL originale. |
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