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Articoli correlati La prossima preoccupazione di Mosca: la minoranza turcadi Daniel Pipes http://it.danielpipes.org/10211/mosca-minoranza-turca Pezzo in lingua originale inglese: Moscow's Next Worry: Ethnic Turks Una delle conseguenze totalmente inaspettate dello scossone avvenuto nei paesi comunisti è il fermento tra i numerosi turchi che vivono in quei paesi. Sebbene la sfida che questa minoranza presenta possa sembrare esigua rispetto a quella costituita da altre, questa sfida potrebbe ben essere una delle più gravi per l'Impero sovietico. Passiamo in rassegna i maggiori sviluppi degli ultimi due anni:
Per la maggior parte degli osservatori, potrebbe sembrare sorprendente che i turchi vivano in così tanti paesi, perché di solito essi sono associati alla Repubblica di Turchia. In quest'ultima, circa 44 milioni di turcofoni costituiscono quasi il 90 per cento della popolazione; ma un maggior numero di turchi vive fuori della repubblica piuttosto che dentro i suoi confini, risiedendo in una vasta gamma di Paesi che vanno dal Mare Adriatico, a ovest, fino alla più lontana Siberia, a est. Il numero più consistente, 42 milioni, vive in Urss, seguito da 11 milioni in Iran, 7 milioni in Cina, 2 milioni in Afghanistan e 1 milione in Bulgaria. Cifre più ridotte, ma altrettanto rilevanti vivono in molti altri Paesi, tra cui 400.000 in Iraq e 200.000 rispettivamente in Grecia, in Romania, in Yugoslavia e in Mongolia. Cipro e la Siria ospitano 100.000 turchi ciascuno. I turchi sono quasi esclusivamente musulmani; con una popolazione complessiva di circa 108 milioni, essi costituiscono la seconda minoranza etnica più numerosa dell'Islam, preceduta solo dagli arabi. La dispersione straordinariamente ampia dei turchi deriva da due fattori, entrambi pertinenti gli attuali fermenti. Innanzitutto, i turchi sono da molti secoli degli eccellenti soldati e la loro forza gli permette di governare in un gran numero di paesi. Al culmine del loro potere nel XVI secolo, le dinastie dei governanti turchi dominarono aree che si estendevano dall'Algeria all'India, dai Balcani all'Arabia meridionale. Questa tradizione di potere si traduce oggi in risentimento contro i turchi. Le ostilità ereditate arrivano a spiegare gli attuali problemi a Cipro, in Bulgaria e in Nagorno-Karabach. In secondo luogo, storicamente i turchi erano un popolo nomade che percorreva regolarmente grandi distanze in cerca di pascoli e bottini. Non tendevano a vivere nelle città; nei tempi moderni, questo implicava che loro rimanessero lontani dai processi di modernizzazione. Di conseguenza, in antitesi con il potere precedente, i turchi non sono stati capaci di mobilitarsi politicamente, e quindi sono riusciti di rado a fondare dei propri stati. Pertanto, con la sola eccezione della Turchia, i turchi hanno costituito ovunque una minoranza nei Paesi di residenza. In termini politici, moltissimi turchi sono dei nazionalisti insoddisfatti – soprattutto a Cipro, in Azerbaijan e nell'Asia Centrale. Questi modelli hanno rivestito una nuova importanza negli ultimi due anni, quando l'egemonia imperiale sovietica è declinata. Per combinazione, la metà dei turchi vive sotto i regimi comunisti. Dei tredici paesi in cui risiede un sostanziale numero di essi, sette hanno un governo comunista. Mentre Mosca alza la mano morta del regime comunista, il nazionalismo turco e le animosità etniche secolari si fanno ancora una volta sentire. In certi casi, come nel Nagorno-Karabach, i turchi sfruttano le nuove libertà di vendicarsi sui nemici tradizionali; in qualche altro luogo, come in Bulgaria, essi sono le vittime. I problemi del Cremlino sono solamente all'inizio, perché la re-politicizzazione dei turchi fuori dalla madrepatria ha parecchie ramificazioni. Di fronte allo sviluppo della popolazione turca e all'indebolito controllo da parte di Mosca, è improbabile che i turchi sovietici accettino di essere governati dai russi a tempo indeterminato. Ercüment Konukman, un ministro del governo turco, ha di recente previsto che, nei prossimi anni, i turchi sovietici "insorgeranno, otterranno l'indipendenza" e fonderanno degli Stati sotto la bandiera turca. E potrebbe avere davvero ragione. Argomenti correlati: Asia Centrale, Russia/Unione Sovietica, Turchia iscrizione gratuita alla mailing list settimanale in italiano di daniel pipes Questo testo può essere ripostato o inoltrato purché sia presentato nella sua interezza e provvisto di informazioni complete riguardo al suo autore, alla data e al luogo di pubblicazione, e all’URL originale. |
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